Intro

All’apparire della DS19 il grande semiologo Roland Barthes, nel suo saggio “Miti d’Oggi” scrisse che la Nuova Citroën cade manifestamente dal cielo, perché si presenta d’acchito come un oggetto superlativo, concepito -come le grandi cattedrali gotiche- da artisti sconosciuti e fruito da tutto un popolo che con esso si appropria di un oggetto perfettamente magico.

Scrisse anche che la DS apre un nuovo capitolo nella mitologia dell’automobile. Non poteva essere diversamente per un’auto il cui nome, in francese, si legge DéeSse che vuol dire esattamente dea, divinità.

Sono passati oltre sessant’anni dalla presentazione della DS19, ma non ha perduto nulla del suo fascino divino ed appare ancora oggi come un oggetto ultraterreno, giunto a noi attraverso spazi siderali: una forma intemporale che si sposta scivolando come se non avesse alcun legame con il terreno che le scorre sotto.

La Dea è tra noi e non possiamo ignorare la sua presenza.

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